Diritto internazionale dei diritti umani e dei conflitti armati: guerra e pace
Desaparecidos: scheda storica :: Studi per la pace  
Studi per la pace - home
ultimo aggiornamento: 12.03.2008
   
Studi per la pace - home
Centro studi indipendente di diritto internazionale dei diritti umani e dei conflitti armati - Direttore: Avv. Nicola Canestrini
Conflitti armati Conflitti interni Diritto bellico Diritto internazionale Europa Giurisdizioni internazionali Terrorismo
 
Conflitti interni
Il legame fra diritti umani e sviluppo in un assetto mondiale in mutamento: il caso della ex Jugoslavia
L'Ombudsman del Kosovo: un istituto sui generis al servizio dei diritti dell'uomo
Giustizia internazionale e khmer rossi: le Extraordinary Ehambers in Cambogia
La prospettiva di un accordo umanitario in Colombia
Minorities protection: between legal framework and political mechanisms
L'Amministrazione Civile delle Nazioni Unite in Kosovo: profili di diritto internazionale
Desaparecidos: sentenza di condanna italiana
Nazionalismo ed autodeterminazione: il caso basco nel contesto europeo
S/Res 1593 (2005) sul Darfur
Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali
Colombia: la guerra senza fine
La pulizia etnica può essere considerata una forma di genocidio?
Lo status dei Bidun in Kuwait: cittadini "illegali"
Il regime internazionale di protezione e assistenza degli sfollati all'interno dei confini statali
Genocidio strisciante in Cecenia
Lotta al terrorismo e repressione nella regione autonoma uigura dello Xinjiang
Processo di Pace ed Istituzioni Democratiche in GUatemala
I disordini interni tra diritto internazionale umanitario e diritti dell'uomo
A new interpretation of the term 'indigenous people': what are the legal consequences of being recognised as 'minorities' instead of as 'indigenous people' for the indigenous people of the world?
Irlanda del Nord (I): storia di un conflitto
Irlanda del Nord (II): le violazioni dei diritti umani e le accuse dei maltrattamenti all'atto d'arresto
Macedonia: venti di guerra nei Balcani
Violazioni dei diritti umani nei confronti delle minoranze etniche e diritto all'autodeterminazione dei popoli: il caso del Kurdistan turco
L'organizzazione costituzionale della Repubblica Federale di Jugoslavia
L'accordo di Rambouillet
La protezione delle minoranze nel diritto internazionale
 
Conflitti interni Hits: 22811 
Americhe Dr. Giovanni Guarini
 
Versione integrale

70.6 kB
Desaparecidos: scheda storica
Paper

24 marzo 2001 Pubblicazioni
Centro italiano Studi per la pace
www.studiperlapace.it - no ©
Documento aggiornato al: 2001

 
Sommario

Il 24 di marzo del 1976 le Forze Armate e precisamente Massera per la Marina, Agosti per l'aeronautica e Videla per l'esercito, che poi sarà il presidente di fatto, rovesciano il governo di Isabelita Perón.

 
Indice dei contenuti
 
1. Introduzione (1880-1930)

2. Decade Infame (1930-1943)

3. Ascesa e Presidenza di Peròn (1943-1955)

4. La seconda decade infame (1955-1973)
(a) Revoluciòn libertadora
(b) Il ritorno di Perón
(c) Processo di riorganizzazione nazionale

5. La democrazia

- Ringraziamenti

- Links

- download in .pdf
Dossier Desaparecidos (anche cliccando sull'icona; formato .pdf; 67 kB)

Sentenza per i delitti contro i cittadini italiani nella repubblica Argentina II Corte di Assise, Roma, 6 dicembre 2000 (solo .pdf; 264 kB)
 
Abstract
 

Introduzione (1880-1930)

All'inizio del decennio del 1880 l'Argentina adotta un modello di sviluppo economico prevalentemente agropecuario come conseguenza della formazione di una classe dominante costituita dai proprietari terrieri legati agli interessi degli investitori stranieri, in particolare quelli inglesi. L'Argentina entra a far parte del già sviluppato sistema capitalista mondiale in veste di produttore di materie prime, quasi esclusivamente alimentari, e come ricettore di investimenti a medio e lungo periodo che daranno vita rapidamente alle infrastrutture necessarie (ferrovie, porti, etc). Questo modello di rapido sviluppo aveva bisogno per la sua crescita di un numero maggiore di popolazione attiva, fatto che incoraggia l'immigrazione di lavoratori dalle zone più povere d'Europa, in particolare dall'Italia e dalla Spagna. Questi lavoratori attratti dalla gran quantità di terra disponibile diventeranno i primi operai e si organizzeranno nelle città secondo le tradizioni di lotta dei paesi di origine contrastando la concentrazione di grandi quantità di terra in mano di pochi.

Si sviluppa una classe nazionale legata alla rapida urbanizzazione, ai servizi a tale collegata ed a tutte le professioni borghesi. Già attorno a fine secolo tutti questi settori si raccolgono attorno alla Unione Civica Radicale (UCR) che realizza una costante pressione per l'ampliamento del suffragio, fino a quel momento censuario e per una maggiore rilevanza nella politica nazionale della classe media in costituzione. Dopo diversi tentativi di sollevazione militari si effettua la riforma elettorale (1912 legge Saenz Pena) che porterà all'elezione del primo Presidente radicale nel 1916 (Hipolito Yrigoien). Nonostante un programma vicino agli interessi dei settori nazionali il suo governo è fortemente influenzato dai grandi interessi stranieri già stabilitisi nel paese.

Conseguenza di ciò saranno le politiche contraddittorie da lui adottate, se da un lato egli creerà i Giacimenti Petroliferi Fiscali (YPF) (l'industria nazionale del petrolio) dall'altra reprimerà le mobilitazioni operaie e contadine a richiesta di migliori condizioni di vita. Centinaia sono stati i morti negli scontri della Settimana Tragica nel gennaio 1919 e migliaia gli uccisi a conclusione dello sciopero che paralizzò per mesi la produzione laniera in mano degli inglesi in Patagonia nel 1921-22.

Gli anni Venti in termini di organizzazioni operaie e di lavoratori vedranno una forte influenza dei movimenti anarchici con la creazione della Federazione Operaia Regionale Argentina (FORA) e la formazione di partiti politici rappresentativi di tali settori che entrano in Parlamento il Partito Socialista Argentino (PSA) di Justo e Palacios.

Nel suo secondo mandato dopo un governo più conciliante con gli interessi dell'oligarchia (Alvear), Yrigoyen riprende le redini del potere e si scontra con le imprese petrolifere nordamericane in difesa di YPF. Approfittando delle conseguenze sociali della crisi del '29 un'alleanza oligarchica-militare destituisce il Presidente eletto e instaura quella che passerà alla storia come la decade infame inaugurando la serie di colpi di Stato che ha caratterizzato la storia argentina durante 50 anni fino al 1983.

Decade Infame (1930-1943)

La grave crisi del sistema capitalista (crisi del '29) ha provocato una politica protezionista in tutti i paesi sviluppati costringendo ad un cambio di direzione nell'organizzazione produttiva nazionale ed obbligando ad investire parte dei guadagni dell'agricoltura nella produzione di beni di consumo ora non più importabili. Tale politica fu portata a termine dagli stessi settori che avevano il completo controllo delle terre del paese. Il loro interesse a sviluppare un apparato industriale era quindi legato esclusivamente a circostanze esterne, in attesa di poter tornare ad occuparsi delle proprie rendite agricole. Tale politica, attuata dall'oligarchia in combinazione con l'esercito, fu portata a termine con una forte repressione dei lavoratori, l'istituzionalizzazione dei brogli elettorali come metodo di conservazione del potere e un'alleanza con i paesi stranieri sempre più sfavorevole per gli interessi nazionali (accordo Roca -Runciman 1933).

Ascesa e Presidenza di Peròn (1943-1955)

Come conseguenza della seconda guerra mondiale e della distruzione degli apparati produttivi dei paesi centrali europei, l'Argentina vive un boom delle sue esportazioni classiche a tal punto da raggiungere per la prima volta nella sua storia una bilancia commerciale attiva. Anche l'Inghilterra ha debiti con l'Argentina. Con questa situazione internazionale e con il prevedibile arrivo di una fase protezionista a livello mondiale, si creano le condizioni per l'accelerazione nella creazione di un'industria nazionale autonoma. Settori nazionalisti delle Forze Armate sono protagonisti di un colpo di Stato nei confronti del presidente Castillo di tendenze liberali. All'interno di tale settore rilevante è il Gruppo di Ufficiali Uniti (GOU) il cui leader era un giovane colonnello di nome Juan Domingo Peròn. Questi dalla sua carica di Ministro del Lavoro e del Benessere sociale comincia una politica di redistribuzione e di concessioni alle domande dei lavoratori (giornata lavorativa di 8 ore, la formazione della Confederazione Generale del Lavoro CGT e l'istituzionalizzazione della sanità pubblica). Durante i 2 anni di permanenza in questa carica ottiene un forte appoggio da parte dei lavoratori accrescendo il proprio prestigio personale a tal misura da assumere nel 1944 le cariche di Ministro della Guerra e Vicepresidente.

La costituzione di un sistema produttivo nazionale basato sull'industria comportava un crescente trasferimento di risorse dal settore agricolo con grave pregiudizio degli interessi dei latifondisti e dei loro associati. In coincidenza con la fine della seconda Guerra Mondiale una forte pressione di tali settori sul presidente Farrel portarono all'allontanamento di Peròn da tutti i suoi incarichi ed al suo successivo arresto. Il 17 Ottobre del 1945 un'enorme manifestazione popolare (1.000.000 di persone accorsero a Plaza de Mayo) ne pretese la liberazione e gli concesse il potere. A partire da questa data si origina il dualismo peronismo-antiperonismo che caratterizzerà la storia argentina fino ai nostri giorni.

Durante la sua prima presidenza si consolida la relazione paternalista (affiliazione obbligatoria ed organizzazione burocratica e verticale delle organizzazioni operaie) coi lavoratori così come l'affermazione della borghesia nazionale, la figura di Peròn era l'unica garante dell'accordo tra queste due classi. L'emancipazione della classe lavoratrice così come quella della donna si identificò nella figura di Eva Duarte de Peròn, EVITA, portabandiera dei poveri (descamisados) e prima donna del Generale Peròn.

All'inizio degli anni '50 il nuovo panorama internazionale di rapida ricostruzione delle industrie dei paesi sviluppati sotto la spinta della nuova potenza mondiale, gli USA, provocò una crisi nel sistema argentino ancora carente di una propria industria pesante che li permettesse autorifornirsi o di competere nei mercati internazionali. Le conseguenze del cambio della congiuntura sono state un arresto della crescita ed una minore possibilità di ridistribuire di ricchezza, fatto quest'ultimo che mise in pericolo la politica sociale peronista e dopo la morte di Evita nel 1952 portò ad un graduale cambio nelle politiche sociali originarie.

Il modello dimostra i suoi limiti. I settori scontenti (latifondisti, militari liberali, giovani professionisti, i partiti tradizionali e la Chiesa) organizzano un colpo di stato, bombardano la Casa Rosada, sede del Governo, e destituiscono Peròn. La manifestazione di massa e spontanea di ripudio che effettuarono i lavoratori fu questa volta sciolta dallo stesso Peròn con un appello all'unità nazionale. Successivamente fu costretto all'esilio in Paraguay e definitivamente in Spagna.

La seconda decade infame (1955-1973)

Revoluciòn libertadora

Con la revoluciòn libertadora si apre un'altra fase di forte violenza politica nel paese con la messa al bando del partito di maggioranza e le organizzazioni ad esso legate. Si incrementa l'apertura verso il mercato mondiale e si avvia un progressivo smantellamento dell'industria nazionale con un conseguente aumento di precarietà del lavoro (non viene più rispettata la legislazione sul lavoro vigente nel periodo peronista). Il clima politico diventa teso, sono gli anni degli attentati della resistenza peronista, dei tentativi di golpe da parte dei settori più nazionalisti dell'esercito (tentativo di colpo di stato del 1956) e di un'acuta instabilità politica. Si susseguono infatti diversi capi di governo. Al presidente Lonardi succede per un breve periodo l'energico generale Aramburu, il quale porta a termine nel 1957 una riforma costituzionale che annulla le riforme del periodo peronista (riforma 1949) e irrigidisce le misure di controllo sociale. In questo quadro di instabilità sociale, nell'anno seguente vengono indette le elezioni dalle quali esce vincitore il radicale Frondizi, dopo aver siglato un accordo con Perón per legalizzare la situazione del partito giustizialista. Una volta al potere, tale accordo, a causa delle pressioni militari, non viene rispettato. Questo fatto provoca così l'indignazione dei peronisti e la conseguente recrudescenza della resistenza.

In questo periodo irrompono nella scena economica del paese importanti monopoli, soprattutto nordamericani tra i quali acquistano grande rilievo quelli che sfruttano i giacimenti petroliferi nazionali, grazie agli accordi stipulati con il governo di Frondizi. Come conseguenza dei deludenti risultati di politica economica e della forte insoddisfazione sociale, dopo quattro anni di mandato, nel 1962, Frondizi rinuncia a favore di J.M.Guido. Dopo un anno di transizione (il Peronismo è ancora bandito), la UCR Intrasigente con il suo candidato Illia vince le elezioni pur senza un alto consenso (le schede bianche sono infatti la maggioranza). Il fragile governo di Illia è caratterizzato da una politica impegnata a rispettare l'equilibrio della bilancia pubblica e, in coerenza con la linea politica portata avanti da Yrigoyen, da una maggiore attenzione alla difesa delle ricchezze nazionali, cercando in questo modo di prendere le distanze dalla politica economica e dai contratti con i monopoli stranieri precedentemente firmati da Frondizi.

La sfiducia dell'oligarchia liberale sommata all'ostilità della massa più umile indebolisce il governo di fronte all'avanzata militare che si concretizza nel 1966 nella cosiddetta Rivoluzione Argentina comandata dal generale Juan Carlos Ongania. In questi anni di affermazione dei movimenti di liberazione nazionale nei paesi del terzo mondo (Cuba 1959, Algeria, 1962), in tutta l'America Latina si rafforzano le misure repressive. Infatti, ancor prima del golpe di Ongania ci sono i colpi di stato del Brasile del 1964 e l'intervento americano a Santo Domingo nel 1965.

In seguito alla Rivoluzione Argentina vengono sciolte le organizzazioni politiche e sindacali, viene imposta la censura ai mezzi di comunicazione e instaurata una persecuzione ideologica all'interno del sistema educativo (la notte dei lunghi bastoni). Tramite questo forte controllo si vuole raggiungere la stabilità sociale necessaria per concludere il riassetto dell'economia, secondo le regole del libero mercato. Dopo tre anni di apparente tranquillità, una escalation di violenza cominciata a causa dell'omicidio di uno studente durante una manifestazione, provoca la rivolta sociale che si conclude con l'occupazione della città di Cordoba nel maggio del '69. Sindacati classisti, studenti e organizzazioni rivoluzionarie sono a capo dei rivoltosi che obbligano la polizia a ritirarsi nelle caserme. Bersaglio delle proteste sono le imprese straniere nel paese, che subiscono danni per milioni di dollari. Fu necessario l'intervento dell'esercito per ristabilire il controllo della Provincia. A partire da questo momento il movimento di massa raggiunge l'apice e resiste sistematicamente a tutti i tentativi di mantenere il controllo da parte della dittatura. In questo contesto, le organizzazioni guerrigliere realizzano azioni di ampio consenso popolare, come ad esempio l'esecuzione del Generale Aramburu da parte dei Montoneros, l'occupazione militare e l'espropriazione della banca del popolo di Garin da parte della F.A.R e il sequestro del console inglese, membro del direttivo del Frigorifico Swiff da parte del E.R.P.

Le organizzazioni guerrigliere si dividevano tra peroniste e marxiste. Le prime chiedevano il ritorno del loro storico leader per condurre una rivoluzione nazionale e popolare, le seconde, invece non credendo nella politica di conciliazione delle classi di Perón, optavano per la costruzione della Rivoluzione socialista sul modello di Cuba e del Vietnam. Lo stesso peronismo era diviso in queste due tendenze rivoluzionarie e la destra reazionaria era legata ai settori più nazionalisti e burocratici.

Alla maggiore mobilitazione corrisponde una maggiore persecuzione, con la carcerazione di massa dei dirigenti politici. L'incremento delle organizzazioni guerrigliere permette di portare a termine un'operazione che porta alla liberazione di otto dei massimi dirigenti politici dal carcere di massima sicurezza situato nel sud dell'Argentina. Come rappresaglia, le forze armate usano le armi contro 16 fuggitivi catturati senza processarli, in quello che si conosce come il massacro di Trelew.

Il ripudio generalizzato e il discredito delle forze armate porta alla richiesta di nuove elezioni. Anche se Perón continua a non poter prender parte alle elezioni direttamente, il partito peronista invece, vi partecipa con lo slogan "Campora al Gobierno, Peron al Poder" e vince le elezioni.


Ritorno di Perón

Campora assume la presidenza il 25 maggio del 1973, sostenuto dal giubilo popolare. Come primo provvedimento, concede un'amnistia generale per tutti i carcerati politici, che poche ore prima erano stati liberati dalle carceri grazie alla grande mobilitazione in tutte le città più importanti del paese. Campora sta preparando il ritorno del massimo leader nel paese. Questi mesi di transazione sono segnati dallo scontro aperto tra le due fazioni del movimento peronista, per occupare i posti di potere. Il tanto aspettato ritorno di Perón nel paese dopo 18 anni di esilio, festeggiato da più di due milioni di persone, si conclude in un massacro. La destra infatti prepara un'imboscata, sparando sulle masse delle organizzazioni di sinistra, provocando un numero altissimo di morti, nel giorno che poi passò alla storia come il massacro di Ezeiza.

Nell'esercizio del potere Perón inserisce nei posti chiave politici appartenenti alla destra reazionaria del partito (il capo della polizia Villar, come ministro del benessere sociale López Rega e come segretario generale della CGT Rucci), mentre chiede sacrifici alla classe operaia in nome del bene nazionale.

Si organizzano rapidamente nuove elezioni da realizzarsi nel settembre 1973; la formula Perón- Perón ottenne la vittoria e immediatamente si fa portatrice di una politica di discredito della sinistra peronista. Perón realizza un piano economico restrittivo con il congelamento dei salari, il controllo dei prezzi ed un rigido controllo della bilancia dei pagamenti con l'obiettivo di attirare capitali stranieri. Nei mesi precedenti alla sua morte, Perón seda le mobilitazioni e rinforza l'apparato repressivo dello stato. Alla morte di Perón il primo Luglio del 1974 gli succede la sua terza moglie Isabel Perón. Nello sgomento generale e in un clima di smobilitazione prende sempre più piede la figura di López Rega, che crea uno stato di polizia, inaugurando la fase del terrorismo di stato in Argentina con la formazione dell'Alleanza Anticomunista Argentina (detta Triple A) e di bande paramilitari al servizio del potere politico per eseguire omicidi e sequestri degli oppositori al regime.

Le organizzazioni guerrigliere si rifugiano rapidamente nella clandestinità, ma non riescono ad opporsi con una mobilitazione organizzata. La guerriglia marxista organizza le sue milizie nei monti della provincia di Tucùman, occupando paesi e strade. In risposta il governo decreta nella provincia lo stato di emergenza e apre il passo all'intervento dell'esercito mediante l'"Operativo Independencia". L'esercito Argentino abile nelle tattiche anti-rivolta apprese nella scuola delle Americhe di Panama, utilizza gli stessi metodi impiegati dall'esercito americano nella guerra del Vietnam, costituendo centri clandestini di detenzione. Tuttavia gli americani non sono gli unici artefici della loro istruzione, infatti l'esercito Argentino apprende anche le tecniche controrivoluzionarie utilizzate dall'esercito francese in Indocina e in Algeria.

I Montoneros, nei quali erano confluite le diverse organizzazioni, aveva come scopo primario la lotta per il potere nel movimento peronista (le azioni più rilevanti furono l'esecuzione del capo di polizia Villar e il sequestro degli imprenditori Jorge e Juan Borne). Durante l'escalation della violenza politica, del vuoto istituzionale e della crisi economica, provocata dall'aumento mondiale del prezzo del petrolio, i militari decidono di assumere il potere davanti all'indifferenza di gran parte della popolazione.

Processo di riorganizzazione nazionale

Il 24 di marzo del 1976 le Forze Armate e precisamente Massera per la Marina, Agosti per l'aeronautica e Videla per l'esercito, che poi sarà il presidente di fatto, rovesciano il governo di Isabelita Perón. Con il pretesto di effettuare il Processo di Riorganizzazione Nazionale instaurano il Terrorismo di Stato su grande scala. Dichiarano lo stato di assedio abrogando i diritti costituzionali, sospendono le attività politiche e di associazione, chiudendo il Congresso e proibendo i sindacati, i giornali, sequestrando attivisti politici sociali e sindacalisti oltre che alcuni guerriglieri. Si utilizza la tortura come forma sistematica per ottenere informazioni, si applica il metodo della sparizione di massa per creare paura e terrore con l'obiettivo di paralizzare i gruppi di opposizione. Si creano centri clandestini di detenzione per incarcerare i detenuti illegali, e si realizza anche un perverso sistema di appropriazione dei neonati delle detenute in stato di gravidanza. Il tempo di detenzione era discrezionale e poteva, in alcuni casi, arrivare anche a più di un anno.

Il colpo di spugna contro la guerriglia ottiene risultati in pochi mesi. La disarticolazione delle organizzazioni sociali ha avuto come conseguenza la sparizione di 30.000 persone, l'appropriazione di più di 500 figli di scomparsi, la detenzione di migliaia di attivisti politici e l'esilio approssimativamente di 2.000.000 di persone.

Il sistema produttivo nazionale, o quel che rimaneva di esso, viene completamente abbandonato a beneficio di una politica economica speculativa, alla mercé degli investimenti stranieri nel breve periodo. Aumenta il debito estero e peggiora la qualità media della vita della popolazione. Gli USA agevolano la formazione di questi regimi militari in tutti i paesi dell'America Latina, utilizzando gli stessi metodi repressivi, a volte collaborando concretamente come dimostrano le indagini sul caso operativo Condor (coordinamento repressivo degli eserciti latinoamreicani).

A metà del '77 vengono effettuati i primi atti di denuncia, nasce l'organizzazione delle Madres de Plaza de Mayo, gli esiliati partecipano a fori internazionali per denunciare i crimini, altre associazioni si andranno formando in seguito come Familiares nel '77 e le Abuelas (nonne) nel '78. Nel '79, durante il campionato mondiale under 21 di calcio, l'Argentina riceve la Commissione per i Diritti Umani della OEA-OSA.

La progressiva fine politica ed economica della dittatura generano ricambi politici, infatti successore di Videla è Viola al quale poi succederà Galtieri che nel '82, in un disperato tentativo di prolungare il potere e forte dell'appoggio dell'alleato nordamericano, decide di occupare le isole "Malvinas" (Falkland), da 150 anni nelle mani degli Inglesi.

Il risultato dell'operazione bellica è disastroso; anche prima dell'arrivo delle navi inglesi, la guerra era già segnata. Truppe inesperte, mal equipaggiate e mal alimentate (nella maggioranza di leva), erano esposte a temperature polari, nascoste in trincee sotto il bombardamento delle superiori forze britanniche. Ottocento giovani furono le vittime . Pagato questo alto costo, l'Argentina inizio il processo di transizione alla democrazia con la destituzione di Galtieri e la salita al potere di Bignone. In questa ultima fase la dittatura mette le basi per il suo epilogo: i militari particolarmente preoccupati per le possibili conseguenze dei loro atti eliminano gli archivi della repressione clandestina e decretano un autoindulto che li esonera dalla responsabilità per gli atti compiuti durante la dittatura.

La democrazia

Dopo i peggiori sette anni della sua storia l'Argentina è un paese da ricostruire. L'apparato produttivo è paralizzato, il debito estero raggiunge livelli esorbitanti e si assiste ad una totale rottura della rete della solidarietà orizzontale che esisteva nei periodi precedenti. Ricompaiono anche i partiti politici a lungo inattivi. Il partito peronista per la prima volta nella storia perde le elezioni, senza alcuna restrizione politica vince il leader radicale Raúl Alfonsín, dando inizio così ad una nuova fase della storia Argentina.

In questo periodo di rinascita democratica si svolgono i processi contro le giunte militari. Si costituisce la La Comision Naciol sobre la desapareciòn de personas (C.O.N.A.D.E.P., Commissione Nazionale sulla scomparsa di persone) per raccogliere le denuncie e le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani. Questa commissione permette la condanna legale di una parte dei responsabili con pene che vanno dai 10 anni alle pene perpetue. Nonostante un ampio appoggio sociale, il governo cede alle pressioni militari, che si concretizzano nelle mobilitazioni della settimana santa del 1987 ed il moto dei cosiddetti "Carapintada" (tradotto, faccia pitturata, un corpo chiamato così per la faccia mimetizzata con i colori militari) comandati dal generale Seineldin.

La storia ufficiale comincia a diffondere la versione della guerra civile, secondo cui le forze di sicurezza avrebbero prima travalicato le loro funzioni nascondendo la verità sul piano sistematico di sterminio degli oppositori e il soffocamento delle loro legittime rivendicazioni, e quindi chiesto la riconciliazione. Con la legge del obediencia debida (obbedienza dovuta) e del punto final (punto finale) si istituzionalizza l'impunità con la scarcerazione di tutti i responsabili ad eccezione degli alti comandi che rimarranno in prigione fino all'indulto presidenziale del 1990 concesso da Menem, eletto un anno prima della traumatica crisi economica dell'iperinflazione.


Ringraziamenti:
Pietro Pinna e Barbara Bongiovanni - Associazione di Solidarietà alle Famiglie dei Desaparecidos Argentini di Ferrara;
Marco Gianferrara.
Barbara Bongiovanni, "Dittatura militare e repressione in Argentina. Il caso dei desaparecidos italiani", Tesi di laurea (inedita), Facoltà di Scienze Politiche, A.A.1997/98, Bologna.

 
Bibliografia
 

Links:

www.derechos.org
www.derechos.net/nizkor/
www.desaparecidos.org/arg/
www.hijos.org
www.desaparecidos.org/familiares/
www.wamani.apc.org/abuelas
www.desaparecidos.org/arg/doc/

 
Clicca sull'icona per scaricare la versione integrale

70.6 kB
 
 
 

Valid HTML 4.01!