Diritto internazionale dei diritti umani e dei conflitti armati: guerra e pace
Il muro di sperazione nei territori palestinesi occupati :: Studi per la pace  
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ultimo aggiornamento: 12.03.2008
   
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Il muro di sperazione nei territori palestinesi occupati
Tesi di laurea

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI
L'ORIENTALE
Facoltà di Scienze Politiche
Corso di laurea in Relazioni Internazionali e Diplomatiche

TESI DI LAUREA
in
DIRITTO INTERNAZIONALE
Relatore:
Chiar.mo Prof. Giuseppe Cataldi
Anno accademico 2003/2004
Pubblicazioni
Centro italiano Studi per la pace
www.studiperlapace.it - no ©
Documento aggiornato al: 2004

 
Sommario

Israele ritiene la costruzione del muro conforme all'art. 51 della Carta dell'ONU, che garantisce il diritto all'autodifesa, definendolo come "il più efficace metodo per prevenire attacchi terroristici nelle zone civili".

 
Indice dei contenuti
 
CAPITOLO I
Il muro di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia


1.1 La Corte Internazionale di giustizia e la funzione consultiva
1.2 Il muro di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia
1.2.1 Percorso e struttura del muro
1.2.2 Impatto socio-economico del muro
1.2.3 La posizione Palestinese
1.2.4 La posizione Israeliana
1.3 La sentenza della Corte Suprema Israeliana sul muro
1.4 Competenza della Corte Internazionale di Giustizia e potere discrezionale

CAPITOLO II
Il muro e il diritto internazionale


2.1 Diritto applicabile
2.1.2 Status del territorio palestinese occupato e applicabilità del diritto umanitario
2.1.2 Diritti umani
2.1.3 Divieto di acquisizione dei territori con la forza e principio di autodeterminazione

CAPITOLO III
Conclusioni della Corte Internazionale di Giustizia e sviluppi successivi al parere


3.1 Legittima difesa e stato di necessità
3.2 Carattere illecito del muro
3.3 Conseguenze dell'illecito per Israele e gli Stati terzi
3.4 Sviluppi successivi al parere
Conclusioni generali
Mappe

Bibliografia

 
Abstract
 

Conclusioni generali

Il sistema "difensivo" costruito da Israele nei territori palestinesi occupati si configura come una misura illegale sotto vari punti di vista.

La penetrazione all'interno del territorio destinato alla costituzione di uno Stato Palestinese, delimitato dalla c.d. Linea Verde, implica un'annessione di fatto del territorio, in violazione del principio di inammissibilità dei territori con la forza.
Pregiudica fortemente la realizzazione del principio di autodeterminazione del popolo palestinese, sottraendogli il controllo del territorio e la sovranità sulle ridorse naturali, e frammentando l'area di applicazione di un tale principio, attraverso la costituzione di enclave (zone chiuse), separate dal resto del territorio palestinese.

Il percorso del muro altera la composizione demografica dei territori palestinesi occupati, attraverso il consolidamento delle colonie israeliane illegalmente stanziate sul territorio, e in considerazione del fatto che molti palestinesi sono costretti a lasciare la propria terra a causa dei disagi provocati dalla barriera e dal regime militare-amministrativo connesso.

Il muro mina le basi economiche e sociali della vita del popolo palestinese, rendendo più difficile la realizzazione di uno Stato Palestinese e il perseguimento di un piano di pace fondato sulla convivenza di due stati autonomi e sovrani. Come si è visto, l'idea di "two States living side by side" è stata accettata e riconosciuta come principio portante dei negoziati di pace, sia dalle parti interessate, sia dalla comunità internazionale in genere.

Nonostante le assicurazioni fornite da Israele sulla temporaneità delle misure adottate, esse rappresentano comunque un "fatto compiuto" capace di condurre ad un'annessione di fatto del territorio. D'altronde, la natura temporanea dell'opera è difficile da sostenere se si considera la portata e la struttura della barriera.

Il muro sembra, dunque, consacrare le misure illegittime adottate da Israele negli anni (occupazione di territori con la forza, trasferimenti di popolazione contrari al diritto umanitario, modifica dello status quo dei territori occupati) vanificando in tal modo ogni sforzo di mediazione. La futura risoluzione della delicata questione palestinese potrà risolversi solo sulla base di negoziati e alla luce del diritto internazionale, e non attraverso atti di forza. Israele, che ha sempre sostenuto il carattere puramente difensivo del muro, ha certo il diritto di difendersi, ma adottando misure rientranti nei limiti stabiliti dal diritto.

La stessa Corte Suprema Israeliana, pur riconoscendo la possibilità per Israele di costruire una tale opera, l'ha ritenuta contraria al principio di proporzionalità, nella misura in cui le esigenze di sicurezza di Israele non erano proporzionate rispetto ai danni arrecati alla popolazione palestinese.

Per questi motivi, e per i motivi espressi nelle pagine precedenti, il muro e il regime connesso, che in alcuni casi si configura come discriminatorio nei confronti della popolazione palestinese, è illegale dal punto di vista del diritto internazionale, consuetudinario e pattizio, e Israele ha l'obbligo di porre termine all'illecito, abbattendo i tratti di muri già costruiti e interrompendo la costruzione di quelli in progetto.

 
Bibliografia
 

Bibliografia

B. Conforti, Diritto Internazionale, 6ª ed., Napoli, 2002.

B. Conforti, Le nazioni Unite, 6ª ed., Padova 2000.

J. P. Cot - A. Pellet, La Charte des NationesUnies, Parigi-Bruxelles, 1995

M. De Salvia, La Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, 2ª ed., Editoriale Scientifica, 1999.

Guarino, Autodeterminazione, Napoli 1984

Lowe M. e Fitzmaurice M., Fifty years of the I.C.J., Cambridge University Press, 1996.

Oppenheim, International Law 6ª ed., Londra, 1944.

P. Picone (a cura di), Gli interventi delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, Padova, 1995.

B. Simma, The Charter of the United Nations: a commentary, 2ª ed., Oxford University Press, 2002.
Rivista di Diritto Internazionale, ed. Giuffré, Milano, anno 2004.

Indirizzi internet

Corte Suprema Israeliana, www.court.gov.il

Documenti ufficiali delle Nazioni Unite, www.un.org/documents

European Court of Human Rights, www.echr.coe.int/Eng/Judgments.htm

International Court of Justice, www.icj-cij/icjwww/decisions.htm

International Committee of the Red Cross, www.icrc.org

Office of the UN High Commissioner of Human Rights, www.ohcr.org

UN Refugee Agency, www.unhcr.ch



Documenti

Parere sulla legalità delle armi nucleari, CIJ Recueil 1996.

Parere sulle conseguenze giuridiche derivante dalla costruzione del muro nei territori palestinesi occupati, CIJ Recueil 2004.

Parere sul Sahara Occidentale, CIJ Recueil 1975.

Parere sull'interpretazione dei trattati di pace con la Bulgaria, l'Ungheria e la Romania,
CIJ Recueil 1950.

Rapporto del Consiglio Economico e Sociale, E/CN.4/2004/6/Add.1.

Rapporto del relatore speciale della Commissione dei diritti umani, John Dugard, intitolata "Questione della violazione dei diritti umani nei territori arabi occupati, ivi compresa la Palestina", E/CN.4/2004/6 e E/CN.4/2005/29/Add.1.

Rapporto del Segretario Generale del 24 novembre 2003.

Report of the Special Rapporteur of the Commission on Human Rights on the situation in the Palestinian Territories occupied by Israel since 1967, A/56/440.

Sentenza della Corte Suprema Israeliana Beit Sourik Village Council - The Government of Israel [HCJ 2056/04].

Sentenza sulle Attività militari e paramilitari in Nicaragua, CIJ Recueil 1986.

Sentenza della Corte Europea, Case of Cyprus v. Turkey, del 10 maggio 2001.

 
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