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La legislazione anti-terrorismo del Regno Unito: un pericoloso attacco per i diritti umani? :: Studi per la pace  
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ultimo aggiornamento: 12.03.2008
   
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Legislazione antiterrorismo Dr. Bruno Martella
 
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La legislazione anti-terrorismo del Regno Unito: un pericoloso attacco per i diritti umani?
Tesi di master

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO
FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE
MASTER IN PEACEKEEPING MANAGEMENT

Titolo originale: LA LEGISLAZIONE DEL REGNO UNITO IN TEMA DI TERRORISMO POST 11 SETTEMBRE: UN ATTACCO PERICOLOSO AI DIRITTI UMANI?

Relatore: Dott. Marco Bertotto

Anno accademico: 2004-2005 Pubblicazioni
Centro italiano Studi per la pace
www.studiperlapace.it - no ©
Documento aggiornato al: 2005

 
Sommario

I tragici e dolorosi eventi terroristici susseguitisi nello scenario internazionale nell'ultima decade hanno evidenziato come le protezioni giuridiche previste, sia a livello nazionale che internazionale, per contrastare la minaccia terroristica, si siano rivelate insufficienti o inadeguate.

 
Indice dei contenuti
 
PARTE PRIMA:
ANTI - TERRORISM, CRIME AND SECURITY ACTS 2000/2001


1. La definizione normativa di terrorismo: un breve resoconto storico della legislazione del Regno Unito
2. Come è cambiata la legislazione sul terrorismo nei principali stati del mondo
3. Contenuto e tecnica redazionale dell'Anti -Terrorism, Crime and Security Acts 2000/2001

PARTE SECONDA:
LA SENTENZA DELLA CAMERA DEI LORDS DEL 16 DICEMBRE 2004


1. Illegittimità della legislazione del Regno Unito in tema di terrorismo
2. Il trattamento dei detenuti sospettati di terrorismo internazionale

PARTE TERZA:
PREVENTION OF TERRORISM BILL 2005 vs LEGISLAZIONE D'EMERGENZA DEL REGNO UNITO DEL 1973-1974


1. Comparazione tra le due legislazioni

BIBLIOGRAFIA
 
Abstract
 


[note omesse]

I tragici e dolorosi eventi terroristici susseguitisi nello scenario internazionale nell'ultima decade hanno evidenziato come le protezioni giuridiche previste, sia a livello nazionale che internazionale, per contrastare la minaccia terroristica, si siano rivelate insufficienti o inadeguate.

Ciò anche in relazione al fatto che, quanto meno nelle sedi internazionali, è stato sinora piuttosto complesso giungere ad una comune intesa sulla definizione di terrorismo.

Quando le Nazioni Unite si posero per la prima volta il problema, negli anni '70, il dibattito si incentrò sulla necessità stessa di avere una definizione di terrorismo.

Da un lato vi erano coloro che ritenevano che una risposta normativa ad una condotta proibita non poteva ragionevolmente essere offerta se non ci si accordava su quale condotta fosse realmente proibita.

Altri ritenevano che fosse meglio procedere pragmaticamente, dal momento che un accordo sulla definizione probabilmente non sarebbe stato mai trovato: in quegli anni, invero, in piena guerra fredda, era difficile trovare una definizione di terrorismo comune ai due blocchi.

Al tempo stesso, già all'epoca dovette prendersi atto del fatto che il costruire una definizione di terrorismo presentava aspetti di difficoltà tecnica non indifferenti.
Ciò fu subito evidente ai componenti del Comitato ad hoc sul terrorismo, istituito dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972.

L'elemento della finalità politica, ad esempio, appariva ai più essenziale.

E tuttavia, alcuni obiettarono che il suo inserimento nella definizione di terrorismo l'avrebbe possibilmente resa insufficiente a contenere tutti i possibili significati del termine. Si fece riferimento ad alcuni gravissimi crimini diretti contro la libertà individuale e tuttavia non ispirati dalla motivazione politica, come la presa di ostaggi .

All'interno del Comitato ad hoc, alcuni consideravano il terrorismo come caratterizzato da determinati tipi di condotta ; altri ritenevano che fosse l'oggetto della condotta a distinguere il reato di terrorismo; altri la finalità dell'agente; altri, infine, ritenevano che le caratteristiche dell'agente dovessero essere considerate elemento tipico della condotta terroristica.

Ben presto alcuni stati sollevarono la questione del 'terrorismo di stato': dal punto di vista strettamente giuridico, solo l'individuo può naturalmente essere giudicato 'terrorista'.

Tuttavia, non è mancato, nella storia delle Nazioni Unite, chi ha fatto riferimento ad una nozione giuridica di terrorismo di stato: talora il termine è stato utilizzato con riferimento a stati che finanziano, addestrano o anche semplicemente incoraggiano i terroristi; talora, invece, l'espressione 'terrorismo di stato' fu utilizzata semplicemente per stigmatizzare certe azioni, quali una certa politica coloniale, o l'invasione di altri stati .

Ci si chiese, ulteriormente, se per essere considerato terrorista un individuo debba agire su spinta ideologica, ovvero se anche un mercenario - per esempio - possa essere ritenuto tale.

Le divergenze, all'interno del Comitato ad hoc, furono tali che nel rapporto all'Assemblea Generale, nel 1979, esso evitò ogni tentativo di offrire una definizione del fenomeno.

Ci furono varie proposte riguardanti la definizione di terrorismo.

Nel 1937 la Lega delle Nazioni provò a definire il terrorismo come:
"All criminal acts directed against a State and intended or calculated to create a state of terror in the minds of particular persons or a group of persons or the general public".

Nel 1999 le Nazioni Unite intervennero con una risoluzione affermando:

1. Strongly condemns all acts, methods and practices of terrorism as criminal and unjustifiable, wherever and by whomsoever committed;
2. Reiterates that criminal acts intended or calculated to provoke a state of terror in the general public, a group of persons or particular persons for political purposes are in any circumstance unjustifiable, whatever the considerations of a political, philosophical, ideological, racial, ethnic, religious or other nature that may be invoked to justify them.


Infine esiste anche una definizione accademica del termine terrorismo:

"Terrorism is an anxiety-inspiring method of repeated violent action, employed by (semi-) clandestine individual, group or state actors, for idiosyncratic, criminal or political reasons, whereby - in contrast to assassination - the direct targets of violence are not the main targets. The immediate human victims of violence are generally chosen randomly (targets of opportunity) or selectively (representative or symbolic targets) from a target population, and serve as message generators. Threat- and violence-based communication processes between terrorist (organization), (imperilled) victims, and main targets are used to manipulate the main target (audience(s)), turning it into a target of terror, a target of demands, or a target of attention, depending on whether intimidation, coercion, or propaganda is primarily sought" .

Con il verificarsi degli attacchi alle Twin Towers a New York l'11 settembre 2001 anche altre nazioni europee hanno avvertito l'esigenza di adottare misure legislative per rafforzare la lotta contro il terrorismo.

L'analisi di queste legislazioni si incentrerà sulla situazione del Regno Unito caratterizzata da una abbondante produzione di leggi in materia di terrorismo che sta minando sempre di più la tutela dei diritti umani.

Il termine 'terrorismo' è stato a lungo compreso nella categoria dei 'reati politici', altrimenti noti come 'reati contro lo Stato' .

La natura politica di tali reati è ancora considerata con riferimento, in senso ampio, all'uso della violenza per scopi politici, compreso quello volto a destare panico nella popolazione, e che presenta similitudini con il concetto italiano.

Secondo il Treason Act 1351, i seguenti atti costituivano reato di tradimento:

(a) complottare per procurare la morte al Re, alla Regina, o al loro primogenito ed erede;
(b) muovere guerra al Re nel suo regno;
(c) sostenere i nemici del Re nel suo regno, dando loro aiuto e conforto nel regno, o in qualsiasi altro luogo.

Il Treason Act 1351 era originariamente volto a sanzionare la violazione del dovere feudale di fedeltà personale al monarca . Sebbene il concetto di tradimento rimandi sempre ad una violazione del dovere di fedeltà, il vincolo fu di natura politica e si riferiva ad un sistema di governo piuttosto che ad un singolo individuo, sebbene si tratti di una monarchia costituzionale.

Durante i secoli diciassettesimo e diciottesimo, il dettato normativo del 1351 fu adattato ai mutati bisogni del tempo. Gli atti di tradimento sotto il nuovo statuto finirono per essere formulati in termini di 'tradimenti presunti' , coerentemente con l'elaborazione giurisprudenziale.

La successiva legislazione, il Treason Act 1795, stabilì che tali tradimenti presunti dovessero considerarsi tradimenti a tutti gli effetti, ma con il Treason Felony Act 1848, quasi tutte queste fattispecie costituirono una categoria di delitti particolarmente gravi, comunemente noti come 'treason felonies'.

Il Prevention of Terrorism Act 1989 prevede un certo numero di reati ed altre prescrizioni (relative a questioni come l'arresto, la detenzione e l'interrogatorio) resesi necessarie in relazione alla situazione nell'Irlanda del Nord.

Sulla base di questo testo normativo, nel quale si ricorre ad espressioni come 'organizzazioni proscritte' o 'chiunque appartenga o dichiari di appartenere ad una organizzazione proscritta', presenti peraltro anche nell'ACSA 2001 , si commette reato di terrorismo, a norma delle sezioni 3, 9, 10 e 18 della legge del 1989, quando si verificano gli eventi di seguito elencati:

'istigando, sollecitando o ricevendo finanziamenti in denaro o in altri beni volti ad atti di terrorismo connessi con la situazione dell'Irlanda del Nord o del Regno Unito o di alcuna parte di esso diversa dall'Irlanda del Nord;
istigando o sollecitando contribuzioni in denaro o in altri beni ad organizzazioni proscritte, o disponendo o ricevendo qualsiasi contributo alle sue risorse;
rifiutando senza giustificato motivo di rivelare informazioni, sapendo o supponendo che esse possano essere d'aiuto sia nella prevenzione di un atto di terrorismo legato alla situazione dell'Irlanda del Nord sia nel permettere l'arresto, il processo o la condanna di una persona per un reato che comporti un atto di terrorismo'.

Il Northern Ireland (Emergency Provision) Act 1991, oltre a disporre norme per l'interrogatorio, la perquisizione, l'arresto ed il processo contro sospetti terroristi, definisce il 'terrorista' come colui che 'è o è stato coinvolto nel compimento o nel tentativo di compimento di un atto di terrorismo o nella direzione, organizzazione o addestramento di persone a scopi terroristici'.

Il Criminal Justice and Public Order Act 1994 modifica la legge del 1989 definendo come reato il possesso di un oggetto di cui sia ragionevole sospettare abbia uno scopo connesso ad un atto terroristico.

La sezione 16A di questo testo recita:

'Un individuo è considerato colpevole di un reato se dispone di qualsiasi oggetto in circostanze che facciano sorgere il legittimo sospetto che quell'oggetto sia nella sua disponibilità per un scopo connesso al compimento, alla preparazione o all'istigazione degli atti terroristici cui si applica questa sezione'.

La sezione prosegue descrivendo gli atti di terrorismo, sia quelli collegati alla situazione dell'Irlanda del Nord e del Regno Unito, sia quelli connessi al terrorismo
internazionale. Secondo questa legge, costituisce reato anche raccogliere informazioni o essere in possesso di informazioni utili ai terroristi.

A conclusione di questo breve resoconto storico, si puo' affermare che la definizione legislativa di terrorismo, come oggi la conosciamo, si riferisce ad azioni che, pur essendo politicamente o altrimenti dirette e che presentano i caratteri di violenza grave contro persone o cose, causano particolari conseguenze per le persone.

 
Bibliografia
 

• L. Bauccio, Il reato di terrorismo di terrorismo internazionale come introdotto dal Decreto- Legge 18 Ottobre 2001: alla ricerca di una nozione possibile, in www.diritto.it, novembre 2001.
• A. De Santis, Il divieto di tortura e trattamento disumano e degradante nell'ordinamento europeo: il caso della Gran Bretagna, in www.diritto.it, novembre 2004.
• www.hmso.gov.uk/.
• G. Tessuto, La nozione di "terrorismo" nella legislazione internazionale: analisi comparativa dei testi europei e inglesi, in Rivista Italiana di Intelligence, Settembre-Dicembre 2002.
• M. Arienti, Irlanda del Nord: storia di un conflitto, in Centro Studi per la Pace, 15 Dicembre 2000, www.studiperlapace.it
• C. Bassu, La Camera dei Lords giudica illegittima la legislazione britannica anti-terrorismo, in www.associazionedeicostituzionalisti.it.
• R. Barberini, La definizione di terrorismo internazionale e gli strumenti giuridici per contrastarlo, in Centro Studi per la Pace, Gennaio-Aprile 2004.
• Definitions of Terrorism, in UNODC website.
• Commentary on the Anti-Terrorism, Crime and Security Bill 2001, in Human Rights Watch website, 16 Novembre 2001.
• B. Schivo, Violazioni dei Diritti Umani negli Stati Uniti dopo l'11 Settembre 2001, in www.disinformazione.it.
• UK: Court of Appeal gives green light to torture, in Amnesty International website, 11 Agosto 2004.
• Media Briefing-UK Terrorism Act 2000, in Amnesty International website, 20 Febbraio 2001.

 
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