Diritto internazionale dei diritti umani e dei conflitti armati: guerra e pace
Conclusioni e piano d'azione del Consiglio Europeo straordinario sul terrorismo (settembre 2001) :: Studi per la pace  
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ultimo aggiornamento: 12.03.2008
   
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Europa e 11 settembre Consiglio Europeo
 
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Conclusioni e piano d'azione del Consiglio Europeo straordinario sul terrorismo (settembre 2001)
Normativa

Il documento è stato adottato dai Capi di Stato e di Governo europei a Bruxelles il 21 settembre 2001

http://ue.eu.int/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ec/concl-bxl.i1.pdf Pubblicazioni
Centro italiano Studi per la pace
www.studiperlapace.it - no ©
Documento aggiornato al: 2001

 
Sommario

Il Consiglio Europeo straorinario del 21 settembre 2001, che ha riunito i capi di Stato o di governo degli Stati membri dell'Unione europea, ha stabilito che la "lotta al terrorismo costituirà più che mai un obiettivo prioritario per l'Unione europea".

 
Abstract
 

Il Consiglio europeo si è riunito il 21 settembre 2001 in sessione straordinaria per analizzare la situazione internazionale in seguito agli attacchi terroristici sferrati negli Stati Uniti e imprimere l'impulso necessario all'azione dell'Unione europea.
Il terrorismo rappresenta una vera sfida per il mondo e per l'Europa. Il Consiglio europeo ha deciso che la lotta al terrorismo costituirà più che mai un obiettivo prioritario per l'Unione europea.
Peraltro l'Unione europea respinge solennemente qualsiasi identificazione tra i gruppi di terroristi fanatici e il mondo arabo e musulmano.
Il Consiglio europeo ribadisce la ferma determinazione ad agire di concerto in qualsiasi circostanza.


1. SOLIDARIETÀ E COOPERAZIONE CON GLI STATI UNITI
Il Consiglio europeo è pienamente solidale con il popolo statunitense di fronte agli attentati terroristici sanguinosi. Questi atti costituiscono un attacco inferto alle nostre società aperte, democratiche, tolleranti e pluriculturali. Toccano la coscienza di ciascun essere umano. L'Unione europea coopererà con gli Stati Uniti per consegnare alla giustizia e punire gli autori, i responsabili e i complici di questi atti inumani. In base alla risoluzione 1368 del Consiglio di sicurezza una reazione americana è legittima. Gli Stati membri dell'Unione sono disposti, ciascuno secondo i propri mezzi, ad impegnarsi in siffatte azioni. Dette azioni devono essere mirate e possono anche essere dirette contro gli Stati che aiutassero, sostenessero o ospitassero terroristi. Saranno necessarie consultazioni serrate con tutti gli Stati membri dell'Unione europea.
Inoltre l'Unione europea invita a costituire una coalizione globale quanto più ampia possibile contro il terrorismo, sotto l'egida delle Nazioni Unite. Oltre all'Unione europea e agli Stati Uniti la coalizione dovrà comprendere almeno i paesi candidati all'adesione, la Federazione russa, i nostri partner arabi e musulmani nonché qualsiasi altro paese disposto a difendere i nostri valori comuni. L'Unione europea intensificherà il suo impegno contro il terrorismo mediante un approccio coordinato e interdisciplinare che abbracci tutte le politiche dell'Unione. Si adopererà affinché l'approccio sia conforme al rispetto delle libertà fondamentali su cui si fonda la nostra civiltà.


2. POLITICA EUROPEA DI LOTTA AL TERRORISMO
Il Consiglio europeo approva il seguente piano di azione.
Rinforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia
1. Conformente alle conclusioni di Tampere il Consiglio europeo è d'accordo sull'istituzione dell'ordine di arresto europeo nonché sull'adozione di una definizione comune di terrorismo.
L'ordine di arresto sostituirà l'attuale sistema di estradizione tra Stati membri. Infatti le procedure di estradizione attuali non rispecchiano il livello di integrazione e di fiducia tra gli Stati membri dell'Unione europea. Pertanto l'ordine di arresto europeo consentirà la consegna diretta delle persone ricercate da autorità giudiziaria ad autorità giudiziaria, garantendo al tempo stesso i diritti e le libertà fondamentali.
Il Consiglio europeo incarica il Consiglio "Giustizia e affari interni" di definire tale accordo e di stabilirne urgentemente, e al più tardi entro la sessione del 6 e 7 dicembre 2001, le modalità.
Il Consiglio europeo incarica inoltre il Consiglio "Giustizia e affari interni" di attuare quanto prima il pacchetto di misure decise nel Consiglio europeo di Tampere.
2. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio "Giustizia e affari interni" di far procedere all'identificazione dei presunti terroristi in Europa nonché delle organizzazioni che li sostengono per compilare un elenco comune delle organizzazioni terroristiche. Occorrono al riguardo una migliore cooperazione e un migliore scambio di informazioni tra tutti i servizi di informazione dell'Unione.
A tal fine saranno istituite squadre investigative comuni.
3. Gli Stati membri scambieranno senza indugio e sistematicamente con l'Europol tutti i dati utili in materia di terrorismo. Nell'ambito dell'Europol si istituirà quanto prima una squadra di specialisti nella lotta al terrorismo che collaborerà strettamente con i colleghi statunitensi.
Il Consiglio europeo auspica che entro la fine dell'anno sia concluso un accordo di cooperazione tra l'Europol e le competenti autorità statunitensi.

Sviluppare gli strumenti giuridici internazionali
4. Il Consiglio europeo invita ad attuare quanto prima tutte le convenzioni internazionali esistenti in materia di lotta antiterrorismo (ONU, OCSE, ecc.). L'Unione europea sostiene la proposta dell'India di elaborare in sede di Nazioni Unite una convenzione generale contro il terrorismo internazionale, che dovrà rafforzare l'effetto delle azioni svolte negli ultimi 25 anni sotto l'egida delle Nazioni Unite.

Porre fine al finanziamento del terrorismo
5. La lotta al finanziamento del terrorismo costituisce un aspetto decisivo. È necessaria un'azione internazionale energica per conferire piena efficacia a detta lotta. L'Unione europea vi apporterà il suo totale contributo. A tal fine il Consiglio europeo chiede al Consiglio "Ecofin" e al Consiglio "Giustizia e affari interni" di adottare le misure necessarie a combattere qualsiasi forma di finanziamento delle attività terroristiche, segnatamente adottando nelle prossime settimane un ampliamento della direttiva sul riciclaggio di denaro e la decisione quadro sul sequestro dei beni. Chiede agli Stati membri di firmare e ratificare urgentemente la convenzione delle Nazioni Unite sulla repressione del finanziamento del terrorismo. Saranno inoltre adottate misure nei confronti delle giurisdizioni e dei territori che non cooperano, individuati dal Gruppo "Azione finanziaria".

Rafforzare la sicurezza aerea
6. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio "Trasporti" di adottare, nella prossima sessione il 15 ottobre, le misure necessarie a rafforzare la sicurezza dei trasporti aerei. Queste misure riguarderanno segnatamente:
- la classificazione delle armi,
- la formazione tecnica degli equipaggi,
- il controllo dei bagagli alla registrazione e in seguito,
- la protezione dell'accessibilità alla cabina di pilotaggio,
- il controllo qualitativo delle misure di sicurezza applicate dagli Stati membri.
L'attuazione effettiva ed uniforme delle misure di sicurezza aerea verrà segnatamente assicurata da un controllo reciproco ("peer review") che verrà istituito senza indugi.

Coordinare l'azione globale dell'Unione europea
7. Il Consiglio europeo incarica il Consiglio "Affari generali" di svolgere un ruolo di coordinamento e di impulso in materia di lotta contro il terrorismo. Il Consiglio "Affari generali" veglierà perciò ad una coerenza e ad un coordinamento migliori di tutte le politiche dell'Unione. La politica estera e di sicurezza comune dovrà integrare maggiormente la lotta contro il terrorismo. Il Consiglio europeo chiede che il Consiglio "Affari generali" valuti sistematicamente le relazioni dell'Unione europea con i paesi terzi alla luce dell'appoggio che questi paesi potrebbero fornire al terrorismo.
Il Consiglio "Affari generali" sottoporrà al prossimo Consiglio europeo una relazione consuntiva su questi temi.


3. IMPEGNO DELL'UNIONE NEL MONDO
La lotta contro il terrorismo richiede che l'Unione partecipi più attivamente agli sforzi della Comunità internazionale per prevenire e stabilizzare i conflitti regionali. In particolare l'Unione europea, agendo in stretta collaborazione con gli Stati Uniti, la Federazione russa e i partner nel mondo arabo e musulmano, si adopererà al massimo per far sì che le parti del conflitto in Medio Oriente giungano ad un'intesa duratura, sulla base delle risoluzioni delle Nazioni Unite in materia.
Sarà proprio sviluppando la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e rendendo al più presto operativa la politica europea di sicurezza e di difesa (PESD) che l'Unione darà prova della massima efficacia. La lotta contro il flagello del terrorismo si rivelerà tanto più efficace quanto più si baserà su un dialogo politico approfondito con i paesi e le regioni del mondo che sono la culla del terrorismo.
L'integrazione di tutti i paesi in un sistema mondiale equo che offra sicurezza, prosperità e uno sviluppo migliore costituisce il presupposto per una comunità forte e duratura ai fini della lotta al terrorismo.
I membri del Consiglio europeo sollecitano la comunità internazionale a proseguire, in tutte le sedi multilaterali, il dialogo e la negoziazione nell'intento di costruire, in Europa e ovunque, un mondo in cui alberghino la pace, il diritto e la tolleranza. A questo riguardo il Consiglio europeo rileva la necessità di combattere qualsivoglia deriva nazionalista, razzista e xenofoba così come respinge qualsiasi identificazione del terrorismo con il mondo arabo e musulmano.
L'Unione europea rivolgerà particolare attenzione al problema del flusso di rifugiati. Il Consiglio europeo chiede alla Commissione di istituire con urgenza un programma di aiuti segnatamente per i rifugiati afgani.


4. PROSPETTIVE ECONOMICHE MONDIALI
Gli avvenimenti dell'11 settembre renderanno più grave di quanto previsto il rallentamento dell'economia. I membri del Consiglio europeo resteranno vigili.
I membri del Consiglio europeo si compiacciono dell'azione intrapresa dalla Banca centrale europea, dalla Federal Reserve Bank statunitense nonché da altre banche centrali sulle due sponde dell'Atlantico, che dovrà permettere ai mercati finanziari di disporre di margini maggiori.
Il Consiglio europeo invita la Commissione a sottoporre al prossimo Consiglio europeo un'analisi sull'evoluzione della situazione economica corredata di eventuali raccomandazioni.
La stabilità che costituisce il frutto delle politiche e delle riforme strutturali attuate dall'Unione europea negli anni scorsi le consente di far fronte a una siffatta situazione. Grazie alla moneta unica i paesi della zona euro sono al riparo dagli shock connessi alle fluttuazioni monetarie. La messa in circolazione dell'euro, che avverrà tra breve, consentirà a ciascuno di prendere coscienza degli effetti positivi di questa accresciuta stabilità.
Al contempo gli sforzi prodigati per consolidare le finanze pubbliche hanno fornito il margine di manovra necessario per permettere l'intervento degli stabilizzatori automatici. Hanno altresì consentito alla Banca centrale europea di svolgere un ruolo essenziale per far fronte allo shock subito dalle economie europee. Nelle attuali circostanze queste azioni dovrebbero bastare per ripristinare la fiducia dei consumatori. Il Consiglio europeo ribadisce il suo impegno a rispettare il quadro, le regole e la piena applicazione del patto di stabilità e di crescita.
Il Consiglio europeo si compiace della decisione dell'OPEC di garantire la continuità delle forniture di petrolio.


* * *


Il Consiglio europeo ha chiesto alla Presidenza di prendere contatto con i paesi candidati all'adesione per permettere loro di aderire alle presenti conclusioni.
Il Consiglio europeo ha deciso d'inviare una missione della troika ministeriale presso taluni partner, segnatamente in Medio Oriente, per illustrare la posizione dell'Unione europea.
Il Consiglio europeo ha chiesto alla Presidenza dell'Unione europea di trasmettere ed illustrare i risultati del Consiglio europeo straordinario del 21 settembre 2001 alle più alte cariche degli
Stati Uniti.

 
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