Diritto internazionale dei diritti umani e dei conflitti armati: guerra e pace
Dichiarazione di S. Pietroburgo del 1868 :: Studi per la pace  
Studi per la pace - home
ultimo aggiornamento: 12.03.2008
   
Studi per la pace - home
Centro studi indipendente di diritto internazionale dei diritti umani e dei conflitti armati - Direttore: Avv. Nicola Canestrini
Conflitti armati Conflitti interni Diritto bellico Diritto internazionale Europa Giurisdizioni internazionali Terrorismo
 
Diritto bellico
La salvaguardia dei diritti dell'uomo durante i conflitti armati e le operazioni militari
Diritto umanitario nell'Islam
Convenzione delle Nazioni Unite del 1989 sui mercenari
Ballestreros report on the use of mercenaries as a means of violating human rights of 1994
II Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali
Convenzione di Ginevra del 1949 sulla protezione dei civili
Convenzione di Ginevra del 1949 sul trattamento dei prigionieri
Convenzione di Ginevra del 1949 sulla sorte dei feriti sul mare
Convenzione di Ginevra del 1949 sulla sorte dei feriti in campagna
I Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali
Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna del 22 agosto 1864
Il Codice Lieber del 1863
II Convenzione internazionale dell' Aja del 1899 su leggi ed usi della guerra terrestre
Convenzione internazionale dell' Aja del 1907 su leggi ed usi della guerra terrestre
The Laws of War on Land (Manuale di Oxford) 1880
Convenzioni di diritto bellico ratificate o firmate dall'Italia
Private Military Companies: Options for Regulation
OUA convention for the elimination of mercenarism in Africa 1977
L'invisibile Codice della Guerra
I soggetti delle migrazioni forzate
Regole d'ingaggio e diritto all'autodifesa. Riflessioni e suggerimenti
Ordine superiore e responsabilità dell'individuo nei crimini internazionali
Diritto e Forze armate. Nuovi Impegni
Azioni militari da parte di forze internazionali
Profili attuali di diritto umanitario dei conflitti armati
Corpi di spedizione all'estero tra codici penali di guerra e codici penali di pace
Politica internazionale e sicurezza internazionale
Ordinamento democratico e impiego delle forze armate oltre i confini
Ridefinire la sicurezza
Profili costituzionali della gestione delle emergenze
Sovranità, diritto, forza
Status delle forze armate nelle missioni di pace
Dalla cooperazione alla frattura: i rapporti fra Nazioni Unite e NATO alla luce della crisi jugoslava
Il sacramentum militari
Il ruolo attuale delle organizzazioni regionali per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale in Europa
Nuovi impegni giudiziari tra giurisdizione penale internazionale e nazionale
Nonnismo. profili di tutela penale
Dovere di difesa militare, obiezione di coscienza, servizio civile
Problemi attuali del diritto internazionale penale
L'ordine criminoso nei recenti progetti di riforma del codice penale italiano e nella disciplina internazionale penale
Disciplina militare, forze di polizia, forze militari (a proposito di spirito democratico).
I "reati contro il servizio militare" e i "reati contro la pace e la sicurezza dell'umanità" delineati nel codice penale russo del 1997
La Corte Costituzionale ed il diritto dei militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale
Il servizio militare femminile
La legislazione italiana sul controllo delle esportazioni di armi
Libro Bianco 2002
Rapporto Tabuga: violazioni dei diritti umani in Iraq (en)
Diritto internazionale bellico
Il trattato ABM. Il rapporto tra le due superpotenze dall'equilibrio del terrore allo scudo spaziale di Bush
L'eccezionale (recente) sviluppo del diritto penale internazionale in tema di crimini di guerra ed il problema dell'adeguamento della legislazione interna
La legittima difesa nella Carta delle Nazioni Unite
Operazioni delle NU per il mantenimento della pace ed obblighi di diritto internazionale umanitario
Patto di Parigi di rinuncia alla Guerra (Briand Kellog)
La protezione dei bambini soldato: una scommessa per il diritto delle genti
Convenzione di Ottawa sulle mine antipersona
L'uso delle mine nella guerra terrestre e diritto internazionale umanitario
L'ordine del superiore e lo stato di necessità derivante da minaccia nel diritto penale internazionale
 
Diritto bellico Hits: 1917 
Diritto dell'Aja
Dichiarazione di S. Pietroburgo del 1868
Normativa

Dichiarazione firmata a Pietroburgo il 29 novembre 11 dicembre 1868

RINUNZIA ALL'USO IN TEMPO DI GUERRA DI PROIETTILI ESPLODENTI DI PESO INFERIORE AI 400 GRAMMI

Zar Alessandro II Pubblicazioni
Centro italiano Studi per la pace
www.studiperlapace.it - no ©
Documento aggiornato al: 0

 
Sommario

Nel preambolo della dichiarazione del 11 dicembre (29 novembre per la Russia) del 1868 sul divieto dell'impiego di pallottole esplodenti di peso inferiore a 400 grammi viene enunciato - per la prima volta - il principio che il progredire della civiltà avrebbe dovuto attenuare “nei limite del possibile” le calamità della guerra e constatava che l’impiego di certe armi entrava in contraddizione con tale principio; pertanto gli Stati firmatari si impegnavano a rinunciare all’uso di pallottole esplosive inferiori ai 400 grammi, ossia ordini progettati per penetrare nel corpo umano ed esplodere come una granata, ordigno assai più pesante.
Il preambolo alla dichiarazione del 1868 pare codificare alcuni concetti fondamentali che recepiscono uno dei punti più significativi delle teorie giusnaturalistiche che da Grozio all’Illuminismo avevano posto in luce il problema: le esigenze dell’umanità fissano il limiti tecnici alle necessità belliche, alcune tecniche militari sono contrarie alle leggi dell’umanità e quindi non possono trovare alcuna giustificazione.

 
Abstract
 

Su proposta del Gabinetto imperiale di Russia, una commissione militare internazionale si è riunita a Pietroburgo per esaminare l'opportunità di vietare l'uso tra le nazioni civili di certi proiettili in tempo di guerra; tale commissione ha fissato, di comune accordo, i limiti tecnici entro i quali la necessità bellica deve arrestarsi per tener conto delle esigenze dell'umanità; i Sottoscritti sono ora autorizzati dai loro rispettivi governi a dichiarare quanto segue:

Considerando:
- che i progressi della civiltà devono produrre l'effetto di attenuare, nei limiti del possibile, le calamità della guerra;

- che il solo scopo legittimo che gli Stati devono prefiggersi durante la guerra è l'indebolire le forze militari del nemico;

- che a tal fine è sufficiente mettere fuori combattimento il più gran numero possibile di nemici;

- che si va al di là dello scopo anzidetto se si usano armi che aggravano inutilmente le sofferenze degli uomini messi fuori combattimento o ne rendono la morte inevitabile;

- che l'uso di tali armi sarebbe pertanto contrario alle leggi dell'umanità.


Le parti contraenti si impegnano a rinunciare reciprocamente, ove scoppi una guerra tra loro, all'uso, da parte delle loro truppe di terra o di mare, di tutti i proiettili di peso inferiore a 400 grammi, che siano esplosivi o carichi di materie fulminanti o infiammabili.

Esse inviteranno ad aderire al presente impegno tutti gli Stati che non abbiano partecipato, mediante loro delegati, alle deliberazioni della commissione militare internazionale riunita a Pietroburgo.

Questo impegno non è obbligatorio che per le parti contraenti o aderenti, in caso di guerra tra due o più di esse; non è invece applicabile nei confronti delle parti che non siano contraenti o che non vi abbiano aderito.

Parimenti, esso cesserà di essere obbligatorio dal momento in cui, nel corso di una guerra tra parti contraenti o aderenti, una parte non contraente o aderente si unisca ad uno dei belligeranti.

Le parti contraenti o aderenti si riservano di consultarsi ulteriormente ogni qualvolta vengano formulate proposte precise dirette a tener conto dei perfezionamenti che la scienza apporti in futuro allo armamento delle truppe, allo scopo di tener fermi i principi che esse hanno posto e di conciliare le necessità della guerra con le leggi dell'umanità.

Fatto a Pietroburgo il 29 novembre (11 dicembre) 1868.

 
 
 

Valid HTML 4.01!